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ECCO SVELATE LE CATTIVE ABITUDINI DEL TUO FORNITORE DI CINTURE

  • Immagine del redattore: Daniel Giaconia
    Daniel Giaconia
  • 9 ott 2020
  • Tempo di lettura: 5 min

Le persone vogliono solamente aumentare gli interessi (economici e non) della propria famiglia, dando per scontato che tutti gli altri si comportino allo stesso modo.


Questa è la tesi alla base di un famosissimo e controverso studio sulla vita e le relazioni della popolazione italiana pubblicato da Edward C. Banfield, uno dei più importanti studiosi americani di problemi politici.


E ancora:


Ogni volta che le persone penseranno di poter evitare le conseguenze di un’azione negativa, la compieranno.

Anche a te sembrano concetti familiari? Eppure, pensa che questo studio risale al 1955.


Purtroppo, questo modo di pensare si riflette anche, o per meglio dire soprattutto, nel lavoro e ci fa fare una brutta figura con i nostri partner esteri.

Nella sfera lavorativa, infatti, l’egoismo si riassume in “Contento io contenti tutti”, ma sappiamo che non va proprio così.


Sarà capitato anche a te di chiamare il tuo fornitore per chiedere la conferma della spedizione di un ordine di cinture e di non ricevere una risposta chiara “Sai, dobbiamo controllare quando la merce sarà pronta, quando il corriere potrà venire...” e avanti così. E se poi osi risollecitare dopo qualche giorno ti rispondono pure male.

Per non parlare di quando fai queste richieste via mail: quanto tempo passa in media prima di ricevere una risposta? Un giorno?

E fidati che non succede solo a te: quante volte ho sentito i clienti lamentarsi del tempo di risposta medio di altri miei “colleghi”.


Potrebbe sembrare banale lamentarsi per una risposta data in ritardo, ma quello che ci sta dietro non è solamente un fastidio: il problema quando ci sono comunicazioni date in ritardo è che compromettono l’operatività; tu avevi previsto che entro una certa data avresti avuto la merce che sarebbe poi passata al controllo qualità e da lì ai vari punti vendita. Se non hai queste informazioni come puoi organizzare la tua agenda e soprattutto quella di chi collabora con te?


Anche perché le stagionalità della moda non aiutano, concentrando tutti gli ordini e gli arrivi in pochi mesi all’anno e non aiuta neanche il fatto che molto spesso ti viene chiesto di occuparti anche della gestione di altri prodotti oltre che delle cinture. Il che vuol dire avere a che fare con più fornitori e quindi con una fonte maggiore di preoccupazione e fastidi.


In più per tua sfortuna sopra di te non c’è soltanto Dio, ma anche un responsabile a cui devi rendere conto: sarà capitato anche a te di ricevere all’ultimo la telefonata del tuo fornitore che ti dice che la tua spedizione sarà in ritardo o ha problemi, facendoti gelare il sangue.


E a quel punto cosa puoi fare? Nulla, ormai è troppo tardi: le produzioni degli altri fornitori sono tutte chiuse oppure già convertite a quella della nuova stagione. Puoi solamente pregare che la merce arrivi il più veloce possibile.


E come comunichi questo contrattempo al tuo responsabile? Sono imprevisti del settore ma non è mai piacevole dover riportare dei problemi, soprattutto quando, come nella maggioranza dei casi, non sono a causa tua.


È un po’ come quando alle elementari il tuo compagno di banco lanciava una pallina di carta sulle spalle della maestra: al momento ridevi, ma quando ti metteva la nota sul registro il sorriso si trasformava in rabbia: cercavi di convincerla che la colpa non era tua, ma nulla cambiava.

E sapevi che quando saresti arrivato a casa avresti dovuto pagarne le conseguenze.


Ora non devi più aver paura di essere messo in castigo come facevano i tuoi genitori, ma questo non è certo un lato positivo. Preferiresti di gran lunga stare 15 minuti in un angolo piuttosto che dover andare nel suo ufficio per comunicargli la cattiva notizia.


Quando capitano ritardi o problemi con un fornitore di cinture pensi che l’unica la soluzione sia quella di cambiarlo. Ma anche scegliere ed introdurre un nuovo fornitore molto spesso è un problema: come cita un vecchio proverbio “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non quel che trova”.


Ed è veramente così: sulla carta sono tutti bravi, competenti, puntuali e quando non sei ancora un loro cliente pendono dalle tue labbra.

Ma appena ti hanno accalappiato la magia finisce.

E alla fine ti scoraggi: che senso ha buttar via del tempo per cercare di migliorare la situazione quando sono tutti uguali? Tanto vale tenere il fornitore che hai: sai già quali problemi aspettarti.


È un po’ come cambiare compagnia telefonica: tutti ci lamentiamo perché ci rubano i soldi, perché aumentano le offerte a nostra insaputa ma alla fine restiamo tutti con la stessa. Cambiare ci crea più fastidio dell’aumento di tariffa.


Io non ho mai sentito nessuno contento della propria compagnia telefonica, tu?


Anche perché quei pochi che lo sono sanno che è solo una sensazione momentanea: prima poi gli arriverà l’inculata con conseguente incazzatura ai massimi livelli.


Un po’ come nel nostro mondo.


E questo capita perché la stragrande maggioranza delle aziende produttrici di cinture lavora su grandi numeri e finisce per considerare te e il tuo brand un numero. Che tipo di cinture tu produca a loro non importa; si preoccupano solamente del fatturato mensile e se tu te ne vai, troveranno qualcun altro con cui rimpiazzarti.


Infatti, le aziende produttrici generaliste e non specializzate hanno un alto ricambio di clienti, proprio perché per loro siete interscambiabili.


È un po’ come quando vai al ristorante: ci sono i ristoranti di pesce, i ristoranti di carne, le osterie di cucina tipica e i “Risto-Pizza-Sushi-Cinese” e chi più ne ha più ne metta. Solitamente in quale di questi posti ti senti più a tuo agio? Ti senti più coccolato? E soprattutto, di quale di questi hai un ricordo migliore che ti invoglia a tornare?

Sicuramente il ristorante specializzato.


Ma torniamo a noi e al triste mondo della pelletteria e dei fornitori italiani.

Prima di demotivarti totalmente, lascia che ti dica una cosa: tra i miei clienti ci sono brand che collaborano con me e il mio staff da moltissimi anni.


Pensa se potessi avere una persona completamente dedicata a te, su cui fare affidamento e soprattutto che ti risponda istantaneamente come su Whatsapp.

E se questa persona oltre a risponderti immediatamente lo facesse con il sorriso sulle labbra?


E se potessi anche avere una garanzia sui prodotti che acquisti?


Ora, visto che il mio obiettivo è quello di aiutarti a migliorare le vendite del tuo brand, voglio che tu sia onesto con me e che tu decida di contattarmi solo se sei realmente pronto a fare quel passo in più che ha permesso a molti miei clienti di aumentare il proprio sell-out e i propri margini.


Come? Semplicemente instaurando una collaborazione che va al di là del mero rapporto fornitore-cliente.


Io e il mio staff vogliamo essere il punto di riferimento dei nostri clienti, dei consiglieri che possano essere al loro fianco durante tutto il nostro rapporto anche perché non posso prometterti che non ci saranno imprevisti, ma posso prometterti che li affronteremo insieme.


Io e i miei clienti facciamo parte della stessa squadra: se tu vinci vinco anche io e se tu vai a fondo vado a fondo con te.


Per questo, come ti ho parlato nella sezione “Chi sono”, il primo step di ogni nuova collaborazione è quello di conoscerci perché io studio ogni collezione su misura per uno specifico cliente in base ai suoi valori, al suo DNA, al target di riferimento e alla fascia di prezzo ottimale.


Ora la scelta è tua. Continuerai a sognare il tuo fornitore ideale o sei pronto ad averlo per davvero?




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